SIMULAZIONE ED ESEMPI DI PREVENTIVO FOTOVOLTAICO

Mettendo da parte i simulatori “dinamici” per la formulazione istantanea di preventivi online, molti dei quali lasciano un po’ il tempo che trovano, proviamo a fare una simulazione “ragionata” per un preventivo per un impianto fotovoltaico (ovviamente, non incentivato) con le attuali condizioni economiche, facilmente rintracciabili in rete e nei vari forum di settore.

Come per ogni preventivo “che si rispetti”, è importante considerare prima di tutto i costi. Ma i costi non sono la cosa più importante: essendo l’impianto fotovoltaico non un costo ma uninvestimento, è importante considerare i ricavi, i vantaggi, che l’installazione potrà restituire nel tempo al titolare dell’impianto.

La cosa importante da considerare non sono i prezzi, ma il rapporto tra costi e benefici.

Confrontando i costi preventivati con i ricavi stimabili possiamo capire se e a quali condizioni il fotovoltaico rappresenta ancora un buon investimento per risparmiare in bolletta autoproducendo energia pulita.

Ipotizziamo di richiedere un servizio di installazione chiavi in mano per un impianto fotovoltaico nel sud Italia: Bari.

Ipotizziamo un piano dei costi per un impianto fotovoltaico da 3 Kwp, la classica “taglia” adatta per le esigenze domestiche, per una famiglia di 3-4 persone che utilizza non solo corrente elettrica, ma anche il gas per soddisfare le proprie esigenze energetiche. L’impianto fotovoltaico da 3 kWp sarà sfruttabile in parte per l’autoconsumo, in parte per l’immissione in rete e lo scambio sul posto. L’impianto sarà allacciato alla rete Enel sia in immissione che in prelievo. In questo modo l’impianto potrà essere utilizzato “in compensazione” con le bollette elettriche del proprio operatore attraverso il meccanismo di rimborso dello scambio sul posto.

Qualche dato, partendo dall’attuale prezzo medio delle installazioni.

Simulazione di preventivo per un impianto fotovoltaico da 3 kw a Bari
Costo impianto chiavi in mano 6.000 euro iva compresa
Materiali 12 pannelli fotovoltaici policristallini, Inverter, strutture di sostegno, cavi e cablaggi vari (componentistica europea)
Superficie richiesta 20 metri quadrati
Tipo di tetto copertura a falda (con moduli complanari alla superficie del tetto)
Orientamento e inclinazione dei pannelli fotovoltaici sud, 30 gradi di inclinazione
Tipo di utente privato domestico con autoconsumo e immissione in rete
Provincia di installazione Bari (rendimento medio annuale di circa: 1.370 KWh/KWp/anno)
Tipo di agevolazione detrazione fiscale Irpef al 50%.
Consumo annuo dell’utenza circa 3.000 KWh/anno
Data di entrata in esercizio 2016, con detrazioni fiscali.
Stima di autoconsumo istantaneo dell’energia prodotta (%) 50% autoconsumo istantaneo (50% immissione in rete).
Produzione stimata dell’impianto per il primo anno circa 4.100 kWh (con calo di produzione di circa 1% l’anno)
Costo lordo dell’energia in bolletta 0,25 euro/kWh
Stima di autoconsumo istantaneo dell’energia prodotta (valore assoluto) 2.050 kWh/anno
Stima risparmio immediato in bolletta circa 512 euro/anno
Stima energia immessa in rete/anno 2.050 kWh/anno
Stima energia prelevata da rete/anno 950 kWh/anno
Proventi dallo scambio sul posto stimabile a circa 250 euro/anno.
Costo recuperato attraverso lo sgravio fiscale 3.300 euro (in 10 anni)
Cioè: 330 euro/anno
Ricavo stimato annuo 1.092 euro/anno (512 € risparmio in bolletta+ 250€ Scambio sul Posto + 330 € recupero da detrazione fiscale, per i primi 10 anni)
Ricavo totale su 25 anni circa 22.350 euro
Periodo di ammortamento impianto 6 anni
Periodo di risparmio/guadagno effettivo sui costi energetici
19 anni
NB: il rendimento dell’impianto cala di circa l’1% l’anno, ma l’aumento del costo dell’energia in bolletta sui 25 anni aumenta il risparmio procurato dall’autoconsumo fv e compensa  la perdita di produzione impianto sui 25 anni. In questa “simulazione” ipotizziamo che l’inflazione del costo energia compensi la perdita di produzione dei moduli fv sui 25 anni.

Questa la tabella riassuntiva per un preventivo fotovoltaico in base ai prezzi attuali ed alle condizioni qui indicate:

  • utenza domestica
  • prezzi a circa 2.000 euro/kW chiavi in mano
  • detrazioni fiscali 50%
  • rendimento impianto di 1.370 kwh/kwp/anno
  • autoconsumo stimato al 50%
  • scambio sul posto

La densa tabella qui sopra riassume già bene e in maniera completa e semplificata, costi e benefici tipici di un preventivo per un impianto fotovoltaico domestico “standard”: 3 kW di potenza su circa 20 metri quadrati di superficie e con autoconsumo istantaneo stimato intorno al 50 per cento della produzione annuale.

Una breve spiegazione

Ecco una breve spiegazione dei dati e delle stime sopra riportati.

La prima domanda, forse la più importante, è: “quanto può produrre il mio impianto fotovoltaico nel suo intero ciclo di vita”? La produzione dell’impianto, in questo caso, è stimata in circa 4.100 KWh, per il primo anno. Il rendimento dell’impianto decresce fisiologicamente (per via della degradazione dei pannelli fotovoltaici) ad un ritmo di circa l’1% l’anno. Nei conteggi, tuttavia, la degradazione della produzione viene compensata dall’aumento del costo del kWh acquistato in bolletta. Il costo lordo dell’elettricità in bolletta, infatti, aumenta mediamente di (almeno) l’uno per cento ogni anno. Questo aumento inflazionistico dell’energia rende via via più vantaggiosa l’auto-produzione e l’autoconsumo elettrico.

Ipotizziamo, con una stima al ribasso, il costo lordo dell’energia in bolletta a 0,25 euro/KWh. Il risparmio in bolletta calcolato in base all’autoconsumo, ipotizzato a circa il 50% della produzione impianto, è di 0,25 euro/KWh.

Ogni kWh autoconsumato è un kilowattora che si evita di prelevare (acquistare) dalla rete e pagare in bolletta. Cioè: l’energia autoconsumata è quella che quantifica il risparmio immediato in bolletta.

Dunque: nel nostro esempio l’elettricità autoconsumata istantaneamente “in sito” è di circa 2.050 Kwh/anno, mentre l’energia immessa nella rete elettrica del gestore è pari alla differenzatra la produzione complessiva dell’impianto e l’autoconsumo: nel nostro caso, che assume per ipotesi un autoconsumo stimato intorno al 50 per cento, anche l’energia immessa in rete è pari a 2050 kWh/anno.

L’energia prelevata dalla rete, infine, è tutta l’energia che utilizziamo, quando l’impianto non produce: sera, notte e giorno quando l’impianto è insufficiente a coprire la domanda istantanea. L’energia prelevata si stima come differenza tra i consumi previsti dall’utente e la quota di autoconsumo. In altri termini: l’energia prelevata è semplicemente l’elettricità addebitata in bolletta.

Il dato fondamentale di un preventivo fotovoltaico è il tempo di rientro dall’investimento

Al di là di ogni numero, stima, costo o beneficio, al di là delle stime di produzione e dei prezzi delle installazioni, il dato che più ci deve interessare per sapere se un preventivo fotovoltaico è conveniente o no è il tempo stimato per rientrare dalle spesesostenute: il periodo di ritorno economico dell’investimento.

Sapendo che un impianto fotovoltaico produce per circa 25 anni, con un calo fisiologico dell’1 per cento l’anno, i ricavi ed i risparmi ottenibili sfruttando al meglio l’impianto devono“compensare” nel più breve tempo possibile le spese sostenute per la sua realizzazione. Questo per iniziare il prima possibile a generare l’effettivo risparmio che fa del fotovoltaico un investimento conveniente.

Nella nostra simulazione di preventivo il periodo di ammortamento del costo dell’impianto è di circa 6 anni. Ciò vuol dire che, secondo il “flusso di cassa”, i ricavi effettivi partono dal 6° anno di funzionamento impianto e vanno avanti fino al 25esimo.

Se un preventivo per un impianto fotovoltaico stima un tempo di rientro che va dai 5 agli 11 anni, allora, in genere, è un preventivo veritiero e l’investimento è conveniente. Occhio però che non ci siano costi nascosti o non considerati.

Un’ultima nota importante a favore del “tempo di rientro” dall’investimento fotovoltaico: il costo lordo della bolletta elettrica aumenterà nei prossimi 25 anni. Da parecchi anni aumenta in maniera fisiologica di almeno l’1 per cento l’anno. Questo vuol dire che, riducendo i prelievi di rete grazie all’autoproduzione fotovoltaica, aumenterà in proporzione la quota di risparmioin bolletta man mano che l’energia costerà di più.

In altri termini: il risparmio generato dall’impianto è direttamente proporzionale al costo lordo dell’energia in bolletta.