A)INSTALLARE IL FOTOVOLTAICO CONVIENE ANCORA?

Installare un impianto fotovoltaico conviene ancora? Questa è la domanda che molti oggi si fanno, soprattutto da quando, nel lontano 2013, sono terminati gli incentivi del conto energia “lasciando il posto” alle detrazioni fiscali. Solo per inciso ricordiamo che, a causa dei numerosi ravvedimenti normativi, sono stati introdotti 5 diversi “conto energia” in 5 anni che hanno creato non poca confusione e continue incertezze normative.

Come funzionava in tempi di incentivi

In tempi di incentivi tutto era più facile e sicuro: si acquistava l’impianto, che allora aveva prezzi inverosimili (anche 7 mila euro per kwp chiavi in mano), si faceva domanda in Comune per l’Autorizzazione edilizia, si facevano le pratiche di allacciamento con Enel Distribuzione e si facevano le pratiche di richiesta degli incentivi al GSE. Finito. Dal momento dell’approvazione degli incentivi per ogni kWh prodotto dall’impianto veniva corrisposta una tariffa fissa. A fine mese: bonifico.

fotovoltaico conviene

Oltre agli incentivi c’era poi (e c’è ancora) il meccanismo dello “scambio sul posto”, che garantiva la compensazione tra immissioni in rete e prelievi dalla rete e, non da ultimo, i benefici dell’autoconsumo: se il mio impianto produce “ora” 2 kw di potenza, posso usufruire “ora” dell’energia autoprodotta, evitando il prelievo di rete e risparmiando in bolletta.

Questo sistema ha creato, nel bene e nel male, un vero e proprio boom del fotovoltaico italiano portandolo ad essere, nel giro di pochi mesi, il primo mercato al mondo.

Come funziona oggi

Oggi i tempi sono cambiati. Gli incentivi sono terminati ed il “modello di investimento”legato al fotovoltaico si è completamente rivoluzionato, non solo per i grandi impianti industriali, ma anche per i piccoli impianti domestici. In ogni caso, ed è cosa da nonsottovalutare, la contropartita della fine degli incentivi è la sensibile riduzione dei prezzi delle installazioni.

I costi degli impianti “chiavi in mano” si sono ridotti di oltre due terzi rispetto ai primi periodi di incentivazione. Insomma: tra costi e benefici dell’investimento fotovoltaico, il rapporto non è poi così diverso rispetto a quei periodi. Prima: alti prezzi ed alti guadagni. Oggi: prezzi molto più bassi e “guadagni” più contenuti, ma con gli stessi tempi di rientro dei “vecchi” impianti fotovoltaici.

Cosa è cambiato? Dunque il fotovoltaico conviene ancora? Si il fotovoltaico conviene ancora, ma, potremmo dire, “ad alcune condizioni”. Quali sono queste condizioni? La condizione è fondamentalmente una: quella dell’Autoconsumo. Non si tratta più di produrre “più energia possibile” per avere guadagni immediati, ma di produrre l’energia necessaria al soddisfacimento della propria domanda di energia. Per fare in modo che il fotovoltaico rimanga ancora conveniente è necessario, oggi, installare nell’ottica dell’autoconsumo. Ciò che conta non è più il bonifico mensile del Gse, ma il risparmio in bolletta che può essere garantito con l’autoproduzione di energia.

Oltre a questo, dicevamo: i prezzi. In ogni fase della filiera assistiamo alla graduale ottimizzazione dei processi e riduzione dei costi. Questo porta il fotovoltaico ad essere oggi molto più accessibile a livello globale rispetto a solo qualche anno fa e molto più competitivo con le tradizionali tecnologie energetiche non rinnovabili: petrolio, carbone, gas.
Oggi, per intenderci, riusciamo ad installare il fotovoltaico in Italia anche a meno di 2mila euro per kw “chiavi in mano”.

B) I FATTORI CHE FANNO DEL FOTOVOLTAICO UN INVESTIMENTO CONVENIENTE

La convenienza economica del fotovoltaico è relativa ad almeno 6 fattori:

  • il prezzo attuale dell’energia in bolletta (il costo per kilowattora),
  • il costo di una installazione “chiavi in mano” e di un eventuale sistema di accumulo,
  • l’aumento del costo energetico per i prossimi 25-30 anni (inflazione, esaurimento delle risorse, equilibri geopolitici internazionali),
  • la quantità di energia producibile dal mio impianto per i prossimi 25-30 anni,
  • la quantità di energia che sono in grado di autoconsumare e di immetterein rete,
  • la presenza o meno di incentivi, contributi pubblici o detrazioni fiscali.

Il prezzo dell’energia in bolletta

Il prezzo lordo dell’elettricità in bolletta, che è almeno di 20-25 centesimi per kwh, è gravato da molti oneri e costi aggiuntivi rispetto al mero costo dell’energia: costi di trasmissione, distribuzione, dispacciamento, contatori, oneri generali, imposte, iva, ecc… Va da sè che quanto più costa l’energia in bolletta, tanto più sarà conveniente autoprodurla col fotovoltaico.

Il prezzo delle installazioni

I prezzi delle installazioni, ridotti ad un terzo rispetto a 6 anni fa, sono oggi molto più accessibili. Va da sè che più il prezzo di installazione è basso, prima si riuscirà ad ammortizzare il costo dell’impianto e più sarà conveniente l’intera operazione. 6 anni fa: alti prezzi, alti guadagni. Oggi: bassi prezzi, elevati risparmi.

Attualmente un impianto fotovoltaico domestico “standard”, i classici 3 Kw di potenza sufficienti ad una famiglia media, costa oggi meno di una utilitaria.

L’aumento del costo dell’energia in bolletta

Una cosa che molti non considerano è il trend di crescita del prezzo dell’energia elettrica in bolletta. Un impianto fotovoltaico produce per almeno 20-25 anni. Ciò significa che per i prossimi 20-25 anni una quota del mio fabbisogno potrà essere soddisfatta dal mio fotovoltaico. Se in 20 anni il prezzo dell’energia in bolletta sale del 30 per cento, col fotovoltaico mi tengo “al riparo” dall’aumento dei costi energetici, almeno per la quota di energia che riesco ad autoprodurre ed autoconsumare.

La produttività dell’impianto fv

Nelle situazioni di installazione ottimale, orientamento dei pannelli a sud, assenza di ombreggiamenti e inclinazione dei moduli di circa 30 gradi, il fotovoltaico “dà il meglio di sè”. Va da sè che al variare di questi fattori, varia la produttività dell’impianto e, di conseguenza, il tempo di rientro dall’investimento.

In una situazione ottimale il fotovoltaico produce in media:

  • 1.100 kWh/kWp/anno nel nord Italia,
  • 1.300 kWh/kWp/anno nel centro Italia,
  • 1.500 kWh/kWp/anno nel sud Italia e Isole.

Il Fotovoltaico Conviene di più quando si Autoconsuma di più

Il fattore principale per fare del fotovoltaico un investimento più o meno conveniente è l’Autoconsumo“quanta dell’energia prodotta dal mio impianto riesco affettivamente a consumarla in proprio?” Quanto più riesco ad autoconsumare i kwh autoprodotti, tanto più risulterà conveniente l’investimento fotovoltaico. Questo per un semplice motivo: l’energia che immetto in rete col mio impianto non viene rimborsata quanto il prezzo effettivo dell’energia in bolletta. In altre parole: il Gse rimborsa (con lo Scambio sul Posto) l’energia immessa in rete, ma il “rimborso” è basso e parziale. Conviene Autoconsumare, evitando il più possibile il prelievo di elettricità della rete Enel, per via dei suoi costi elevati.

Le Detrazioni Fiscali

L’ultimo fattore che rende il fotovoltaico conveniente è la possibilità di beneficiare delle detrazioni fiscali. Il fotovoltaico ed i sistemi di accumulo a batterie (se installati al servizio dell’autoconsumo domestico) sono detraibili al 50 per cento: un impianto residenziale può essere “scaricato” dalle tasse (Irpef) al 50% in 10 anni. Ad esempio: per un impianto da 6 mila euro è possibile detrarre dall’imposta Irpef sulle persone fisiche 3 mila euro in 10 anni. Si tratta di una detrazione fiscale pari a 300 euro l’anno per 10 anni. A conti fatti, la possibilità di accedere alla detrazione permette di dimezzare il costo effettivo dell’impianto e di dimezzare il suo periodo di ammortamento.

Riassumendo…

Installare in impianto fotovoltaico conviene. In definitiva ciò che principalmente rende il fotovoltaico un buon investimento è la convenienza dell’ autoproduzione / autoconsumo.

L’autoconsumo, se ben sfruttato, permette di ridurre in maniera considerevole l’acquisto di energia elettrica dalla rete, energia elettrica che costa minimo 0,20 €/Kwh. Conviene dunque sfruttare per quanto possibile la gratuità dell’energia autoprodotta ed autoconsumata in sito.

Non solo: il prezzo dell’energia in bolletta è ancora molto dipendente dalle importazioni delle materie prime ed è ancora troppo dipendente da imposte, balzelli, “costi di servizio”, ecc.. Per questo motivo l’autoproduzione elettrica “mette al riparo” dai rincari dell’energia elettrica.

Un ultimo vantaggio degli impianti fotovoltaici è infine legato ai bassi costi di funzionamento e manutenzione che contribuiscono, rispetto ad altre forme di generazione, a mantenere tempi di rientro economico che vanno, a seconda dei casi, dai 4 ai 8 anni.

C) IL CALCOLO DELLA PRODUZIONE DA FOTOVOLTAICO

Decidere di realizzare un impianto fotovoltaico, specie se utilizzato per l’ auto-produzione e l’autoconsumo di energia pulita, comporta il saper calcolare con maggiore precisione possibile l’energia che il proprio impianto fotovoltaico potrà produrre. Il calcolo della produzione del fotovoltaico è fondamentale anche per garantirsi l’ottimale rientro economico dall’investimento perchè, in base a quanto produrrà l’impianto, si avrà una stima realistica di quanto sarà possibile risparmiare in bolletta.

Il risparmio in bolletta avviene, infatti, proprio in relazione alla quantità di autoconsumo fotovoltaico e si calcola che, mediamente, il kilowattora elettrico costa in bolletta tra i 20 ed i 30 centesimi di euro.

Quanta elettricità produce il fotovoltaico in Italia?

Quando si parla di calcolo della produzione da fotovoltaico, com’è ovvio, si parla sempre di stime, di medie su base annuale e su base territoriale: un impianto fotovoltaico installato a Milano, in un anno produrrà meno di un impianto di uguali caratteristiche realizzato in Sicilia. Su base annuale si avranno in ogni caso significative differenze di produzione nelle quattro stagioni dell’anno.

Ecco quanto produce, mediamente in Italia, ogni kWp (KiloWatt “di picco”) di fotovoltaico installato:

AREA GEOGRAFICA
PRODUZIONE MEDIA ANNUA
Media annuale produzione fotovoltaico in Italia
PER KW INSTALLATO PER IMPIANTO DA 3 KWP PER IMPIANTO DA 20 KWP
NORD ITALIA 1.100 kWh/kWp/anno 3.300 kWh/kWp/anno 22.000 kWh/kWp/anno
CENTRO ITALIA 1.300 kWh/kWp/anno 3.900 kWh/kWp/anno 26.000 kWh/kWp/anno
SUD ITALIA 1.500 kWh/kWp/anno 4.500 kWh/kWp/anno 30.000 kWh/kWp/anno

Si tratta, com’è ovvio, di stime e medie annuali, con una varianza stagionale e giornaliera anche molto elevata e con un calo fisiologico di rendimento dovuto all’obsolescenza dei pannelli sui 25 anni (perdite di produzione comunque inferiori all’1% l’anno).

Una cosa che non tutti sanno, inoltre, è che l’eccessivo calore compromette fortemente la produzione elettrica delle celle fotovoltaiche. Per questo motivo una installazione situata in luoghi eccessivamente caldi (e assolati) può a volte produrre meno energia elettrica di un’altra situata in luoghi a latitudini maggiori (magari con meno ore di luce) ma più freschi. La produzione dei moduli fotovoltaici dipende anche, in ogni caso, dalla loro temperatura di funzionamento. La giusta areazione, che influenza la temperatura di funzionamento, è quindi un altro dei fattori importanti per stimare il rendimento di una installazione fotovoltaica.

Come si fa il calcolo della produzione di un impianto fotovoltaico ?

La tabella sopra indica i valori medi per l’Italia. Già con questi valori è possibile stimare a grandi linee costi e, soprattutto, benefici dell’impianto. Per stime più accurate, come vedremo, esistono dei simulatori online attendibili che si basano su database che raccolgono i dati di produzione a livello europeo.

Per fare un calcolo attendibile della produzione di un impianto solare, stimato con il maggior grado di attendibilità possibile, i fattori da tenere in considerazione sono in ogni caso molteplici e non basta affidarsi esclusivamente ad un simulatore online: si va dal posizionamento dei pannelli, alla loro inclinazione ed orientamento, alla presenza di ombreggiamenti “passeggeri” durante la giornata, fino alla qualità dei moduli fotovoltaici utilizzati, all’efficienza dell’inverter fino, ancora, al livello di pulizia e manutenzione del campo fotovoltaico.

Considerando alcune condizioni “standard” di funzionamento dell’impianto è comunque possibile fare un approssimativo calcolo della produzione del fotovoltaico: in genere queste “condizioni standard”, chiamate anche STC (Standard Test Condition) di funzionamento prevedono: orientamento dei pannelli a sud, inclinazione di (circa) 35 gradi, irraggiamento solare pari a 1.000 Watt/mq e temperatura modulo fv di 25 gradi centigradi.

Vediamo in maniera un po più dettagliata.

Gli elementi determinanti per calcolare la produzione dell’ impianto solare

Ecco una lista, non esaustiva ma significativa, degli elementi utili al calcolo della produzione. Li distinguiamo tra fattori “esterni” e fattori “interni” al sistema. I primi rappresentano il contesto di installazione, i secondi sono invece “intrinseci” agli apparecchi stessi che compongono il sistema fotovoltaico.

Fattori “esterni”

Tra i fattori “esterni” ci sono:

  • latitudine di installazione;
  • inclinazione: per ogni latitudine c’è una inclinazione ottimale dei pannelli per inseguire la “perpendicolarità” dei raggi del sole. In Italia l’inclinazione ottimale è di circa 30°, un po’ di più al nord, un po’ di meno al sud. Più si sale di latitudine più i pannelli saranno posizionati “in verticale”. più si scende verso l’equatore più l’inclinazione ottimale sarà orizzontale.
    L’inclinazione ottimale è quella che cambia in base alle stagioni dell’anno (si pensi agli impianti solari con sistemi ad inseguimento).
  • orientamento: l’ottimale è ovviamente verso sud. Ma sono accettabili anche orientamenti tra est ed ovest. Per esempio un modulo fotovoltaico rivolto a sud-est o sud-ovest perderà circa il 5% della produzione. Un modulo fotovoltaico rivolto a est o a ovest perderà circa il 18% della produzione;
  • temperature medie di funzionamento: il pannello fotovoltaico diminuisce le sue performance all’aumentare della temperatura di funzionamento.
    Ciò che permette una “misura” delle perdite della produzione in funzione della temperatura è il calcolo del coefficiente di temperatura. Ogni laboratorio di produzione comunica il coefficiente di temperatura nella scheda tecnica di prodotto. La temperatura ottimale di funzionamento è in genere di circa 25°C;
  • pulizia: la presenza di polvere, terra o sporcizia può diminuire sensibilmente  la produzione del fotovoltaico;
  • ombreggiamenti: le ombre passeggere, anche se toccano parte dei pannelli, possono influire negativamente sulla produzione dell’intero sistema fotovoltaico; per ovviare a questo inconveniente, a volte inevitabile, si utilizzano dei micro-inverter, piccoli inverter collegati ad ogni pannello che forniscono energia al sistema in maniera indipendente dagli altri pannelli. Con i classici inverter di stringa, infatti, ogni inverter è collegato a più pannelli (un “stringa”) e se un pannello viene compromesso danneggia il rendimento dell’intera stringa;
  • il livello di irradiazione solare media dell’area in cui viene installato l’impianto. La Sicilia ha notoriamente un livello di irraggiamento solare medio maggiore della Lombardia.

calcolo produzione fotovoltaico

Fattori “interni”

Tra i fattori “interni”, potremmo definirli fattori “di prodotto”, ci sono le perdite di sistema, perdite di produzione influenzate in parte dalla qualità dei prodotti, in parte dalle condizioni di funzionamento, in parte dall’anzianità del sistema:

  • perdite dovute all’inverter (circa l’8% dell’energia in uscita dai pannelli)
  • perdite dovute ai componenti elettrici (circa 2%)
  • perdite dovute al collegamento in serie di più pannelli (il cd. “mismatching”, circa 3% dell’energia nominale prodotta collegando tutti i pannelli)
  • calo della produzione dovuto all’invecchiamento dei moduli fotovoltaici: circa 0,75% l’anno. Utilizzando questo coefficiente i produttori dei pannelli fotovoltaici garantiscono in genere una produzione minima dichiarata sui 10, 20 o 25 anni.
    Le garanzie sono in genere due: garanzia di produzione e garanzia sui difetti di fabbricazione.

Questi sono i principali fattori da tenere in considerazione per il calcolo della produzione del fotovoltaico.

Calcolo produzione fotovoltaico : simulatore ufficiale on line

Ovviamente, per facilitare il tutto e per avere delle cifre di massima, anzi “di minima“, sulla produzione del tuo impianto fotovoltaico vengono in soccorso numerosi simulatori reperibili facilmente in rete o utilizzabili direttamente online.

Un simulatore permette, inserendo alcuni dati sull’installazione dell’impianto, di effettuare un veloce calcolo della produzione media che il mio impianto fotovoltaico potrà avere negli anni. Sono ovviamente delle stime. Sono stime realistiche, però, perchè si basano su dati e tabelle attendibili, basati ovviamtne su dati empirici, contenenti i dati di irraggiamento e di produttività per tipo di pannello fotovoltaico, per tipo e per zona di installazione.

Il simulatore per eccellenza è il PVGIS, un simulatore, con mappa interattiva, curato dall’ ESTI, European Solar Test Installation, laboratorio e centro di ricerca della Commissione Europea sul fotovoltaico.

Il simulatore PVGIS restituisce, secondo diversi installatori e progettisti, cifre di produzione da fotovoltaico minori rispetto ai reali dati di produzione registrati empiricamente. Il simulatore PVGIS è quindi un buon indicatore dell’energia “minima” producibile dagli impianti fotovoltaici ed è utilizzato per formulare piani di rientro economico attendibili.

Per il calcolo della produzione da fotovoltaico il simulatore attinge a diversi database che incrociano dati di irradiazione solare con dati di installazione ed altri tipi.
Il PVGIS utilizza i seguenti dati di input
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  • Località di installazione (da poco aggiornato anche all’area asiatica oltre a quella europea)
  • Tipo di modulo fotovoltaico (Silicio cristallino, CIS, CdTe, film sottile). Ricordiamo che il film sottile, per esempio, è una tecnologia che ha bisogno di superfici maggiori, ma è in grado di produrre energia anche in condizioni di luce diffusa (non diretta, come è per i classici pannelli in silicio cristallino). I moduli a film sottile producono bene in condizioni di scarsa luminosità o con orientamento e inclinazione non ottimali.
  • Potenza dell’impianto, espresso in Kwp (kilowattpicco)
  • Perdite di sistema stimate, in genere intorno al 14% in totale
  • Tipo di installazione (a terra o su edificio)
  • Inclinazione (in gradi) e orientamento (nord-sud) dei pannelli fotovoltaici

Inserendo questi dati nel simulatore è possibile fare il calcolo della produzione del fotovoltaico  da installare sul proprio tetto.

Sulla base di queste stime è possibile calcolare il piano di ammortamento del proprio impianto in relazione al tipo di contratto stipulato col Gestore elettrico per il ritiro dell’energia in surplus ed al tipo di utilizzo dell’energia prodotta (autoconsumo, cessione in rete o stoccaggio in batterie di accumulo).

D) RENDIMENTO FOTOVOLTAICO 

Cos’è il Rendimento Fotovoltaico?

Definizione. Con il termine rendimento fotovoltaico si intende far riferimento al rendimento complessivo di un impianto fotovoltaico che dipende prevalentemente dal rendimento reso dall’efficienza energetica dei pannelli fotovoltaici installati.

Senza entrare in dettagli troppo tecnici, si deve sapere che i pannelli fotovoltaici sono in grado di convertire l’energia del sole in energia elettrica in percentuale diversa a seconda di diversi fattori quali ad esempio il rendimento dei materiali (6% amorfo, 13% silicio policristallino, 15% monocristallino, ecc.), la tolleranza dei dati di fabbricazione rispetto alle specifiche indicate sui dati di targa, l’irraggiamento in base alla dislocazione geografica e all’orientamento dell’esposizione,la temperatura ambientale e la risposta spettrale alla banda di radiazione solare assorbita.

Naturalmente i pannelli ad alta efficienza o rendimento sono quelli che permetto a parità di superficie di produrre maggiore energia elettrica. Da ultimo si deve considerare anche l’efficienza o rendimento complessivo di tutto l’impianto FV.

Come calcolare il rendimento di un impianto fotovoltaico?

Simulazione Rendimento Impianto FotovoltaicoPer il calcolo del rendimento fotovoltaico del proprio impianto (al metro quadro) si può utilizzare il software di simulazione messo a disposizione dall’Unione europea e consultabile su re.jrc.ec.europa.eu, che rappresenta un valido strumento per poter stimare il rendimento in termini economici dello stesso.

La simulazione è molto accurata e permette di inserire parametri fondamentali per impianti localizzati in base alla latitudine e longitudine in Europa ed in Africa e ai dati dell’impianto. Naturalmente, bisogna conoscere i dati di riferimento del proprio impianto e averli sottomano per non compiere stime errate a causa dei dati inseriti non corretti. Il simulatore è in italiano e si può anche consultarne una guida all’uso prima di procedere.

La stima del simulatore è attendibile ed è corredato dalla necessaria spiegazione delle scelte di metodo di calcolo adottate da PVGIS team.

Bisogna inoltre tenere presente che il calcolo del rendimento mensile è diverso a second della zona e della temperatura nei vari periodi dell’anno (primavera, estate, autunno, inverno).

E) LA MANUTENZIONE E PULIZIA DELL’IMPIANTO FV: QUANTO E’ IMPORTANTE?

Gli impianti fotovoltaici necessitano, almeno una volta ogni anno, di un intervento di  manutenzione e pulizia al fine di migliorarne il rendimento. Può sembrare un controsenso, ma la stessa esposizione ai raggi ultravioletti delle radiazioni solari rovina  la resina di protezione delle celle solari, provocandone,  in alcuni casi, anche il surriscaldamento, la riduzione del rendimento dei  moduli, l’invecchiamento e il Impianto-fotovoltaicodeterioramento. Ogni pannello fotovoltaico presenta, infatti, una riduzione del rendimento elettrico che aumenta nel  tempo e pertanto va da sé che un pannello solare necessita di cure per far sì che il suo rendimento non venga meno per fattori esterni alla sua già inevitabile riduzione di efficienza energetica.

Detto  ciò, la manutenzione ordinaria di un impianto fotovoltaico si compone essenzialmente di 4 fasi:

  • Pulizia della superfice del modulo (trattamento con acqua demineralizzata con impianto ad  osmosi  inversa);
  • Ispezione visiva su eventuali deterioramenti interni della tenuta stagna di ogni modulo;
  • Controllo dei collegamenti elettrici e cablaggio;
  • Controllo delle caratteristiche elettriche del modulo;

Il controllo deve prevedere nel dettaglio l’espletamento delle seguenti  operazioni:

  • Verifica del corretto funzionamento dell’inverter
  • Pulizia delle aperture di ventilazione dell’inverter
  • Verifica del funzionamento dei dispositivi di sicurezza
  • Verifica della presenza di rotture o fessurizzazione del vetro dei moduli
  • Verificare il fissaggio e lo stato dei morsetti dei cavi di collegamento dei moduli
  • Verifica di ossidazione dei circuiti e delle saldature delle celle fotovoltaiche per lo più dovute a umidità nel modulo a seguito di rottura degli strati dell’involucro nelle fasi d’installazione e di trasporto
  • Verifica della tenuta stagna della scatola dei morsetti
  • Misurazione di ogni stringa di moduli
  • Registrazione delle segnalazioni di guasti nelle scatole di giunzione (quadri di campo) e sugli inverter

Qualora si rilevassero problemi di tenuta stagna, occorrerà provvedere alla sostituzione degli elementi interessati e alla pulizia dei morsetti. E’ importante curare la tenuta della scatola dei morsetti, utilizzando, a seconda del caso, giunti nuovi o un sigillante al silicone.

In definitiva, avere cura di eseguire una regolare pulizia e controllo dell’impianto FV permette sicuramente di  mantenere sempre efficiente la resa e la produzione di energia e, soprattutto, di prevenire ulteriori guasti o difetti che potrebbero insorgere a causa di eventi atmosferici e/o di scarso controllo tecnico dell’impianto.